Il patto scellerato contro la Costituzione: dopo la legge elettorale, l’autonomia differenziata

di Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata - 04/11/2026
COMUNICATO STAMPA 4 novembre 2026

I nostri costituenti impiegarono un anno e sette mesi di intensi lavori in Commissioni e Assemblea per redigere la Costituzione. Ora, i deputati della destra, della maggioranza Meloni-Salvini, intendono affossarla in dieci giorni. Sì; perché ieri, 3 novembre, il presidente della Camera, il leghista Fontana, ha fatto dichiarare e votare l’urgenza per i quattro disegni di legge per conferire l’autonomia differenziata su quattro materie (tra cui la sanità) alle Regioni Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. Tali provvedimenti, peraltro, fruiscono del collegamento al Bilancio, che consente iter di approvazione più rapidi e, soprattutto, un potere dilatato alla Presidenza per non ammettere al voto emendamenti. Discussione e votazione di quattro disegni di legge, decine di pagine di norme, dovranno avvenire tra il 19 e il 28 gennaio 2027.

Così, in dieci giorni si vuole mettere in atto la disgregazione della Repubblica, dato che l’autonomia differenziata cancella alcuni dei principi chiave della Costituzione, contemplati nell’art. 5, a garanzia dell’unità della Repubblica; nell’art. 3, per la promozione dell’uguaglianza sostanziale dei e delle cittadini/e, ovunque risiedano; nell’art. 2, che prescrive i doveri di solidarietà.

Si va consumando il patto scellerato tra la presidente Meloni e il leghista Salvini: lo scambio indecente tra legge elettorale maggioritaria, per attuare il premierato assoluto, e l’autonomia differenziata, per risolvere la ‘questione settentrionale’, cioè per realizzare la secessione dei ricchi. Sì, perché per il governo Meloni-Salvini non esiste più la questione meridionale, cioè la necessità di superare gli squilibri territoriali e le differenziazioni di reddito e di erogazione dei servizi a garanzia dei diritti sociali che attanagliano il Mezzogiorno; per la Lega esiste una questione settentrionale, cioè l’urgenza di erogare altri fondi pubblici e togliere lacci e lacciuoli alle industrie del Nord per garantire maggiori profitti ai padroni.

LEP, federalismo fiscale, autonomia differenziata, legge elettorale sono i mezzi con cui si vuole demolire quel che resta dei diritti sociali ‒ sanità, scuola, previdenza – e concentrare il potere negli esecutivi, a livello regionale e nazionale.

I Comitati contro ogni autonomia differenziata continueranno la mobilitazione contro i disegni secessionisti della Lega di Salvini e Calderoli, per questo chiedono:

alle forze parlamentari di opposizione, di utilizzare tutti gli strumenti regolamentari per impedire l’approvazione dei disegni di legge;

ai sindacati – dalla CGIL all’USB ai Cobas ‒ alle associazioni e ai movimenti – dalla Via Maestra a studenti e studentesse, dall’ARCI all’ANPI ‒, di promuovere iniziative di informazione e manifestazioni, affinché si fermi questo processo di attacco ai diritti sociali e alle istituzioni democratiche.

In particolare, chiediamo che la questione dell’autonomia differenziata sia assunta tra gli obiettivi primari delle prossime scadenze di lotta, a partire dello sciopero generale della CGIL del 20 novembre, alla manifestazione del 12 dicembre, promossa dall’USB e dai movimenti del 30 ottobre.

I Comitati contro l’autonomia differenziata, da parte loro, promuoveranno incontri, sit-in, assemblee pubbliche per denunciare i disegni antidemocratici e antisociali della maggioranza Meloni-Salvini, e convocano fin d’ora un presidio a Montecitorio dal 19 al 28 gennaio contro la secessione dei ricchi. Attendiamo rinforzi: contro la devastazione della Repubblica e dei diritti universali non si è mai troppi.

 

Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e

/Tavolo No AD

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