Gli Stati uniti sono così potenti che quando sbagliano possono solo autocorreggersi, diceva Luisa Muraro. La società americana è molto veloce, corre sempre, nel male ma anche nel bene, aggiungo io. Il risultato di queste due osservazioni caserecce è che gli americani, dopo aver sbagliato una prima e una seconda volta a eleggere Donald Trump, stavolta gli hanno tirato una sventola memorabile dalla quale dubito assai che possa riprendere salvo che con gesti molto inconsulti, tipo tirare la corda fino a strapparla in Iran. Questa è la buona notizia numero 1.
La numero 2, più clamorosa della precedente, è che lo tsunami dem ha mandato a quel paese, con Trump, quel manipolo di oligarchi che gli fecero da spudorata corona di ruffiani nella cerimonia di insediamento; e con loro hanno stramaledetto i data center tossici che pullulano sul territorio, protagonisti imprevisti della campagna elettorale. Non siamo proprio alla contestazione del capitalismo - quella negli Usa ce la scordiamo - e tantomeno al ritorno dello spettro del comunismo cui Trump dà la caccia, ma alla critica di questo feudo-tecno-capitalismo, il più crudele e spietato della storia, sì.E questa è una notizia-bomba, che oltretutto rimbomba in Europa dove sotto le parole d'ordine della lotta al carovita, del diritto alla casa, alla salute e a un salario decente sta montando qualcosa di simile.
La notizia numero 3 è che, in barba alla virulenta campagna anti-woke nella quale si sono impegnati al di là e al di qua dell'Atlantico un gran numero di scopritori dell'acqua calda al grido di "ci vogliono i diritti sociali oltre che i diritti civili" (che genialata!), tutti i /le candidati/e "anomali/e" (non bianchi, musulmani, immigrati di seconda generazione, nativi americani etc ec) hanno battuto quelli/e "normali", cioè bianchi/e, con cui si confrontavano.
La notizia numero 4 - ma forse dovrei ricominciare da capo e metterla al primo posto - è che il rito elettorale si è svolto regolarmente, senza le incursioni dell'Ice sui "sospetti illegali" che Trump aveva previsto, anche grazie ai gruppi auto-organizzati di vigilanza che si sono piazzati davanti ai seggi.
La numero 5, e correlata, è che l'entità dell'onda blu è tale da rendere impraticabile la strategia già bell'e pronta di Trump di buttarla in caciara denunciando brogli, chiedendo riconteggi eccetera eccetera, tant'è vero che lo stesso Trump ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco e far finta di essere bene intenzionato a collaborare con i Dem. L'entità dell'onda è tale altresì da rendere impraticabile qualunque velleità di una replica di Capital Hill o simili.È poco per dire che la democrazia americana è salva ma certo sta messa un po' meglio di due giorni fa.La notizia numero 5 è che uno stato come il Texas, il secondo per popolazione dopo la California, diventa blu dopo essere stato rosso dal 1932 in avanti.
La notizia numero 6 è che in Michigan il tentativo dei dem "moderati" di boicottare la candidatura di Abdul El-Sayed è miseramente fallito.
Veniamo al dunque. Talarico, il nuovo senatore dem del Texas, ha detto che David ha sconfitto Golia. Il richiamo al mito di David che sconfigge Golia non si sentiva da quelle parti dai tempi della guerra persa in Vietnam. C'è qualche altra cosa che ricorda vagamente quei tempi a una come me che all'epoca era poco più che bambina, questo: che di nuovo c'è un'onda montante contro lo stato di cose presente su tutte e due le sponde dell'Atlantico.
E di nuovo quest'onda mette insieme il no alla guerra e il sì a una qualche forma di stato sociale. Il Partito democratico americano, ridotto ai minimi termini dalla seconda elezione di Trump, ha avuto almeno il merito di intercettarla e avviare, o almeno consentire, un ricambio generazionale e una radicalizzazione politica al suo interno.
Non sono affatto sicura che le sinistre europee, campo largo italiano compreso, sappiano fare altrettanto. Ma spero vivamente che capiscano che se non lo fanno si prendono la responsabilità storica di portare la storia a un secolo fa, quando in Europa c'era il nazifascismo e in America no, cosa che Trump aveva avuto l'abilità di fare dimenticare a troppa gente.


