Il sonno della ragione genera pasticci

di Carlo Sorgi - 22/04/2026
L’attuale testo ( art. 30 bis ) prevede la corresponsione di 615 euro all’avvocato che abbia «fornito assistenza al cittadino straniero» per la richiesta di rimpatrio volontario assistito, «ad esito della partenza».

Capita raramente ma questa volta mi sento di concordare con Salvini quando dice che ormai non ci si stupisce più di niente.

Un governo che propone un decreto , lo emenda in Senato rendendolo ancora più incostituzionale, vedi i rilievi del Colle, e poi decide di approvarlo comunque salvo presentare subito dopo un altro decreto per ridurre i profili di incostituzionalità del primo.

 Cosa vuole fare il Governo?

L’attuale testo ( art. 30 bis ) prevede la corresponsione di 615 euro all’avvocato che abbia «fornito assistenza al cittadino straniero» per la richiesta di rimpatrio volontario assistito, «ad esito della partenza». Con il successivo decreto si estenderebbe il contributo agli altri rappresentanti, ai mediatori e le associazioni e verrebbe riconosciuto a prescindere dall’esito del procedimento. Sia nel caso che il migrante resti, sia che parta.

 Se per caso dovesse passare questa follia, pardon pasticcio, tutti saremo mediatori, associazioni impegnati a prestare assistenza allo straniero che, ovviamente si guarderà bene dal partire, meritando ognuno 615 euro a testa. Una sorta di nuovo reddito di cittadinanza con buona pace di Giorgetti che, non partecipe di questa genialata, ne intuisce i pericoli per le casse dello Stato.

 Però non si parla dell’altro, ben più grave, profilo di incostituzionalità del decreto, quello del comma 3 dell’art. 29 che sopprime l’art. 142 del DPR 115\2002 che prevede l’accesso automatico al gratuito patrocinio nei processi avverso il provvedimento di espulsione del cittadino di Stati non appartenenti all'Unione europea.

 Questa abrogazione eliminerà l’effettività del diritto di difesa per persone particolarmente vulnerabili.

Eppure, a ben guardare, tutto questo è degno di Amleto descritto da Shakespeare :” c’è del metodo in questa follia”.

Il metodo è chiaro: abbattere la Costituzione nei suoi principi fondamentali, dopo che il 23 marzo il referendum ha bocciato un disegno più organico e presuntuoso.

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