La Nausea

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 07/04/2024
Siamo testimoni del disfacimento di un intero Paese, avvelenato da una classe politica di pochezza davvero straordinaria

Grosz, I pilastri della società

Tranquilli: non parliamo di nessuno sconvolgimento esistenziale, nessuna analisi interiore, nessuna disamina filosofica dell’essere, nessuna riflessione sulla vita, insomma: Sartre non c’entra niente. Stiamo parlando di una classe politica in gran parte degradata, di molti personaggi in posti di potere ma senza nessuno spessore culturale, senza nessuna moralità, senza nessuna etica e professionalità, mossi solo dalla smania di potere, di soldi, di esposizione mediatica, gente in gran parte corrotta, collusa e cinica: porchettoni e porchettone grufolanti intorno al grande trogolo delle risorse dello Stato. Ecco perché il titolo: la nausea. Quella che ciascuno di noi prova a vedere le loro facce impunite in Tv, mentre straparlano di cose di cui non sanno niente, o di quelle che interessano e servono solo a loro, indifferenti ormai al fatto che sappiamo bene chi sono e perché sono lì. Un tempo, almeno, chi ci rappresentava, teneva a un certo decoro personale, oggi a nessuno di costoro importa di mostrarsi per quello che sono: ignoranti, tamarri, sgrammaticati, disinformati, maleducati… sì, anche maleducati: è stato pubblicato un volumetto, già nel 2013, da Lanfranco Palazzolo, che ha raccolte le parolacce e gli insulti scambiati fra parlamentari, nel suo libro: Il Parlamento inutile. Stupidario parlamentare (il Borghese, 2013), in cui riporta epiteti pesanti: «Stronzo, cialtrone, pezzo di merda, coglione, buffone, troia…». Il livello come si vede è “terra terra” come avrebbe detto Corrado Guzzanti, ma come dar loro dei bugiardi? Volgari, ma per una volta sinceri. Anche gli esempi citati dal Palazzolo sono scioccanti: parolacce usate anche da persone che occupano posti di prestigio nel Palazzo: «Fini merda» (Santanché), «Renzi, l'ebetino di Firenze» (Grillo), «Pd, siete tutti merde» (Paola Taverna, vicepresidente del Senato), «Grasso, infame terrone di merda» (Gian Marco Centinaio, ministro del turismo), «Di Maio, culo a culo, non conosce nemmeno la fica» (Sgarbi).

Si tratta davvero, secondo la precisa definizione di Claudio Magris, autore di un acuto editoriale sul Corriere della sera su un confronto tra l’esclamazione «merde» di Cambronne e la nostra parolaccia, frutto di «una borghesia intellettualmente pezzente», e argomenta che.” C’è un’abissale differenza tra la parola «merda» che Cambronne — secondo una tradizione forse leggendaria— grida in risposta all’invito degli inglesi ad arrendersi, quando la sera scende sulla disfatta napoleonica a Waterloo, e la stessa parola «merda » che la signora Daniela Santanchè ha usato riferendosi all’onorevole Fini, presidente della Camera. Difficilmente Victor Hugo potrebbe scorgere qualcosa di alto e di sublime in questo termine adottato dalla signora, che egli celebrava invece nella parola di Cambronne.” E poi fa una considerazione desolata e desolante :“Gli avversari che si scambiano laide contumelie non assomigliano a robusti ancorché rozzi uomini d’arme, ma piuttosto agli anonimi autori di sconci disegni sui muri.”.Del resto ” esse sono soltanto eruttazioni ed è improbabile che un’eruttazione costituisca un ragionamento politico.” Ormai poi “Sono tali e tante le espressioni volgari e sono divenute così frequenti e ripetute, che nessuno più se ne stupisce.”

Norberto Bobbio aveva capito bene la situazione, quando diceva: «scambiamo la spudoratezza per una superiore libertà, il libertinaggio per anticonformismo, la morbosità per estetica raffinatezza».

Eppure costoro, questi barbari invasori che occupano Parlamento e istituzioni, sempre divisi, sono tutti concordi nel blindarsi con disposizioni ad hoc. Infatti non sto parlando solo di questa destra indecente che sta al governo, ma anche di una opposizione indegna di questo nome, sempre in interni conflitti, sempre pronta a scannarsi e per questo a perdere. Guarda cosa è successo in Abruzzo e adesso in Puglia (ma poi cosa è successo in Basilicata? Forse mi sono distratta, ma non so nemmeno se le elezioni ci sono già state…). Sto parlando di rispetto. “ Il rispetto, insegna Kant, è la premessa di ogni altra virtù, che non può esistere senza di esso, perché il senso della dignità propria e altrui è la base di ogni civiltà, di ogni corretto rapporto fra gli uomini e di ogni buona qualità di vita, propria e altrui. Il rispetto, nei confronti di chiunque, non può venire a mancare mai, nemmeno in circostanze drammatiche”.

Dal 2022, “ il Parlamento italiano è composto di 400 deputati e 200 senatori eletti a suffragio universale dai cittadini maggiorenni, cui si aggiungono i senatori a vita (di diritto i presidenti emeriti della Repubblica e fino a cinque nominati per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario)”. E infatti non è un caso che adesso vogliano abolire questa norma, in modo da escludere per sempre la possibilità che entrino persone di qualità nel Parlamento e si evidenzi così un confronto avvilente.

Siamo così stanchi di vedere questo continuo degrado, che ormai le solite cavolate dette da ministri disinformati e incompetenti non fanno nemmeno più ridere: un Sangiuliano, ministro della Cultura, che scambia Londra con New York, non riesce più a far dimenticare l’indignazione per il voto palese che ha eliminato sorprese e tradimenti e così ha salvato il popò a Salvini e Santanchè, gravati da accuse così vergognose, che – se provate – dovrebbero farli cacciare dal Parlamento a calci nel sedere e impedire loro per sempre di ricoprire cariche pubbliche. Ma figurati se succederà mai! Ce lo possiamo scordare. E infatti guardali, sicuri della propria impunità, camminano sulla gente come fosse fango. Lei che fa lavorare i suoi dipendenti, anche se ufficialmente sono in cassa integrazione e lui che fa sfrattare dalle loro case centinaia di famiglie in Calabria e in Sicilia per costruire quel maledetto inutile ponte, che costerà a noi tutti miliardi e ci priverà dei soldi per la Sanità, per la scuola, per tutto quello che ci serve davvero, anche per gli anni futuri. Ma renderà miliardarie le imprese che lo costruiranno, alla faccia di tutti noi.

E ora cerca di indorare la pillola, inventandosi una sorta di piccola sanatoria edilizia per quelli fregati dal bonus 110% e di cui nemmeno la Meloni sa nulla. Guardate bene le loro facce…

 

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La nausea. Ecco, resta solo questa sensazione di malessere, questo bisogno di rivoltare, quasi di vomitare questa condizione di impotenza, questo bisogno di gridare a pugni chiusi, quello slogan della nostra giovinezza “Fascisti, carogne, tornate nelle fogne!!!”, ma soprattutto sentiamo salire in gola l’urlo di Nanni Moretti, a piazza Navona, sul palchetto allestito da Nando dalla Chiesa, al cospetto di tutta la casta del centrosinistra: “Con questi dirigenti non vinceremo mai!”. Era il 2002, sono passati 22 anni e non è cambiato niente. E questa è davvero la cosa più nauseante.

 

Barbara Fois

 

 

https://www.italiaoggi.it/news/la-merde-invocata-da-asselborn-non-e-certo-quella-di-cambronne-2299874

https://www.open.online/2024/04/03/gennaro-sangiuliano-times-square-video/

https://www.ilpost.it/2024/03/25/santanche-visibilia-falso-in-bilancio-truffa/

https://www.ilpost.it/2023/07/04/novita-accuse-santanche-visibilia-ki-group/?utm_source=ilpost&utm_medium=leggi_anche&utm_campaign=leggi_anche

https://www.corriere.it/editoriali/10_agosto_20/politica-insulto-editoriale-magris_237b01e0-ac1a-11df-9663-00144f02aabe.shtml

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