MACERIE

di Barbara Fois - Liberacittadinanza.it - 07/11/2020
Riflessioni, aspettando che succederà dopo il risultato delle elezioni Usa

Biden ha vinto con 290 voti dei grandi elettori ( ne bastavano 270). Eppure è ancora tutto in sospeso, perché Trump non riconosce la propria sconfitta. Lo sapevamo, l’aveva già detto subito: non avrebbe mai accettato di perdere. Infatti in questi 4 anni di presidenza Donald Trump si è preoccupato solo della propria futura rielezione e di blindare il proprio potere. Non gli è importato niente della pandemia, ha distrutto la sanità pubblica, il cosiddetto Obamacare, che il presidente democratico aveva cercato di cambiare. Trump non ha costruito niente, ha solo creato divisioni, odi, contrasti, ha incentivato il razzismo, ha favorito l’acquisto di armi, ha difeso i suprematisti bianchi, ha nominato decine di giudici per potersi accapparrare le loro sentenze a favore. Insomma ha distrutto tutto il meglio del sogno americano: gli USA sono un mucchio di macerie, la democrazia, le istituzioni, le regole, il buon senso, il rispetto: tutto, tutto è andato perduto.

In più c’è una pazza, certa Paula White, consigliera spirituale di Trump che fa riti magici per la sua vittoria. La cosa è finita sul web ed è diventata virale. Guardate voi stessi, è incredibile:

https://video.repubblica.it/dossier/elezioni-usa-2020/usa-2020-il-folle-rito-della-guida-spirituale-di-trump-lo-strano-sermone-diventa-virale/370541/371147
quella donna sembra invasata, posseduta, o semplicemente fatta di qualche stupefacente. Anche se non c
è niente che esalti di più di una buona dose di fanatismo.

Mi viene in mente un bellissimo libro di Giorgio Galli “Hitler e il nazismo magico. Le componenti esoteriche del Reich millenario”, in cui il nazismo viene analizzato su un versante sorprendente: attraverso lo sforzo di utilizzare l’occultismo, come elemento sostanziale della vittoria politica del nazismo. Ma ancora una volta ha ragione il vecchio Karl Marx, che nel 18 brumaio di Luigi Buonaparte scrive: “Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano per, così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.” E infatti, debbo dire che la signora, aspirante strega da 4 soldi, nel suo grottesco rituale ripetitivo è davvero comica. Non è comico però il motivo e la persona per cui si scalmana in quel modo. Soprattutto se quella persona è il presidente degli Stati Uniti, mentalmente disturbato.

C’è comunque una tradizione oscura nell’intreccio fra politica e paranormale: non solo i nazisti avevano rituali esoterici, anche Theodore Roosevelt (presidente USA dal 1901 al 1909) era un appassionato della materia e Franklin Delano Roosevelt (eletto presidente quattro volte, dal 1933 al 1945) citava spesso gli oroscopi. Ma in particolare Ronald Reagan, e soprattutto sua moglie Nancy, non muoveva un passo senza la sua astrologa di fiducia Joan Quigley. Donald Regan - che fu capo del personale del presidente Reagan – nel 1988 scrisse un libro di memorie dal titolo For the Record: from Wall Street to Washington, in cui riferì “Praticamente ogni mossa e decisione importante che i Reagan prendevano durante il mio periodo come capo di stato maggiore della Casa Bianca sono state approvate in anticipo da una donna a San Francisco [la Quigley] che ha redatto degli oroscopi per assicurarsi che i pianeti fossero in allineamento favorevole per l’impresa”. Ogni commento è inutile, ma ci serve per capire certa tendenza all’irrazionalità nella politica e non solo americana. Per questo vi consiglio di consultare il sito dello straordinario cacciatore di bufale, Paolo Attivissimo:

https://attivissimo.blogspot.com/2016/10/lastrologa-di-reagan-quando-la.html

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Ma nonostante tutto l’impegno dell’aspirante sciamana, Trump ha perso. Meno velocemente di quello che molti pensassero, ma ha perso. Il muro blu, o lo tsunami blu che si attendeva, comunque, noi non l’abbiamo visto. C’è stato invece un fiacco, logorante gocciolare di voti che lentissimamente hanno fatto salire l’indicatore di Biden e che hanno prolungato un’attesa che si faceva leggermente ansiogena di ora in ora, di tg in tg, scandita dai rabbiosi twitt di Trump, regolarmente cancellati da Twitter perché pieni di bugie fuorvianti. Infatti da subito dopo l’inizio dello spoglio delle schede, ha cominciato a gridare al furto di voti, all’imbroglio, alla truffa, dando numeri a caso su voti ottenuti e attribuendosi la vittoria in stati in cui invece si stava ancora contando le schede, minacciando riconteggi infiniti, cause e ricorsi alla Corte Suprema, dove lui ha piazzato quella donnetta patetica, antiabortista, antidivorzista, misogina, con una visione del mondo asfittica da terrapiattista, messa lì apposta per fare i suoi interessi. Lo ha detto lui stesso, con una faccia di tolla da lasciare allibiti, ma anche con una mancanza di rispetto per la persona nominata e trattata solo come un cappello su una sedia.

Ma soprattutto Trump ha detto che non accetterà mai la sconfitta e insomma dalla Casa Bianca non se ne andrà. Tanto che ieri dal partito repubblicano gli è è arrivato un messaggio: se hai prove certe di brogli e furti, questo è il momento di tirarle fuori, in caso contrario taci. E intanto Rudy Giuliani, la figlia Ivanka e il genero, stanno cercando di farlo riflettere e recedere da questa infantile impuntatura, ma chissà perché mi pare difficile che quel tronfio tacchino, in continua incondizionata autocelebrazione selvaggia, ammetterà mai di essere stato battuto. Anzi al tradizionale grido di “Muoia Sansone e tutti i Filistei” scatenerà i gruppi più violenti ( quelli a cui disse state fermi ma state pronti) perché creino una situazione di ingovernabilità, in modo da essere legittimato ad usare l’esercito, la guardia nazionale e chissà che altro e imporre leggi speciali. Perché purtroppo fino a gennaio il potere è ancora suo. Il tentativo è quello di fare un golpe e mandare al macero definitivamente la Dichiarazione di Indipendenza.

Non è una ipotesi remota e fantastica: lui ha convocato i suoi seguaci in adunate affollate, promiscue e senza mascherine, né distanze di sicurezza e non gli importa se lì dove le ha tenute, il numero dei contagi sia arrivato alle stelle: per lui ha importanza solo il proprio ego psicopatico, la soddisfazione del proprio narcisismo. La sua persona è il suo ombelico del mondo, ma ormai gran parte del suo partito ne ha abbastanza di lui e delle sue mattane. Riusciranno a fermarlo? Lo vedremo nei prossimi giorni. Quando sarà ovvio anche per lui di aver perso. Intanto continua a sbraitare sui brogli dei voti per posta. Cosa che non è mai avvenuta in questi ultimi 150 anni: fu proprio Lincoln, infatti, a creare nel 1860 questo servizio postale, per far votare anche quegli uomini che combattevano al fronte la sanguinosa guerra civile americana e non potevano spostarsi per andare a votare. Non solo Lincoln, ma anche Truman e Franklin furono postini, perché il servizio postale è sempre stato fondamentale nella storia di un territorio così vasto. Del resto la percentuale di frode elettorale per posta è tra lo 0,00004% e lo 0,0009%, secondo uno studio del 2017.

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Nessuno si aspetta che Trump faccia un discorso nobile come quello che fece il candidato repubblicano McCain riconoscendo cavallerescamente la vittoria di Obama, subito dopo lo spoglio dei voti ( leggetevelo se potete: merita, ed è un meraviglioso esempio di etica nella politica), ma questa isteria distruttiva di Trump è davvero vergognosa e indegna di un capo di Stato. Ma lui ha già detto che non dirà mai che ha perso, perché non sa perdere e non se ne andrà mai dalla Casa Bianca e chiederà il riconto di tutte le schede e chi se ne frega se intanto la nazione andrà in pezzi. Ma lui se ne infischia anche della figura miserabile che può fare e farà di tutto per restare alla Casa Bianca, anche perché fuori da lì lo aspettano 26 cause di stupro, accertamenti per centinaia di milioni di dollari per tasse non pagate, cause per bancarotta e altre cose davvero pesanti, quindi la tirerà più a lungo che potrà. E per far questo non lascerà dietro di sé che macerie, come dicevamo all’inizio. Sarà ricordato davvero come il peggiore e più indegno presidente degli USA di tutti i tempi, il più divisivo, il più violento, il più pericoloso, il più ignobile.

 Barbara Fois

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