CONSIDERAZIONI SUI MOVIMENTI DI LOTTA E SUL CHE FARE

di Umbeto Franchi - 26/10/2023
Penso che sia possibile ricostruire una risposta politica, culturale, sociale, civile, solo attraverso la ricostruzione di un Soggetto di Classe, che riesca ad aggregare tutti i movimenti e le realtà sociali radicali esistenti, e diventi centrale nel contrastare l’attacco del Capitale
Per molti della mia generazione, che (come il sottoscritto) con generosità, sin dal lontano 1968, hanno speso le proprie energie, la propria vita, lottando nei vari movimenti sociali, sindacali, ambientali, per la pace, ‘per l’acqua pubblica, il movimento rivendicativo femminista... è difficile non vedere quanto poco siamo riusciti ad incidere.
Da un bilancio disincantato emerge quanto segue:
 
IL MOVIMENTO PER CAMBIARE LA REALTA’ SOCIALE :
In quel periodo chiamato “IL 68”, abbiamo fatto battaglie vincenti con grandi conquiste sul piano economico, normativo, sociale, pensionistico, di crescita di poteri nel decidere il come ed il per cosa si lavora, nei diritti del lavoro e diritti civili... ma abbiamo “perso la guerra”... e con la fine delle lotte chiamate “conflittualità permanente”, dalla metà degli anni 80 è iniziata la lotta di classe alla rovescia con la rivincita del padronato , delle forze politiche di destra e reazionarie, che sfruttandole anche le debolezze di una sinistra e del sindacato schiarati integrati nel governo dell’esistete sistema capitalista, siamo progressivamente regrediti, con uno scarto che continua a crescere tra i redditi di lavoro e quelli del capitale , con la frantumazione, flessibilizzazione, precarizzazione selvaggia del mercato del lavoro, , con l’esplosione di disuguaglianze impensabili, con un 10% di ricchi che detengono l 55% di tutta la ricchezza esistente ed un 20% di popolazione che possiede solo lo 0.5% della ricchezza esistente, con i manager che hanno remunerazioni di 500.000 euro mensili e operai che in media percepiscono 1.300 euro al mese, per non parlare dei pensionati che continuano ad avere pensioni di fame, con la distruzione della sanità pubblica, con la scuola regredita a prima del “68”, con il 64% delle famiglie italiane che alla data odierna non riesce ad arrivare a fine mese.
Le disuguaglianze sono le ferite che marcano il nostro tempo, (unitamente
alle guerre) sono le principali questioni politiche del presente.
Le disuguaglianze definiscono la possibilità di accesso ai servizi di salute e istruzione economiche, sociali, di genere, di appartenenza etnica. Li troviamo nei territori, nelle fabbriche, nella differenza di opportunità fra città e aree rurali, tra città e periferie marginali.
Sono anche generazionali perché i nostri figli o nipoti devono vedersela con la minaccia di una sopravvivenza di breve/medio termine, su questa terra.
La domanda che credo dobbiamo porci è quella di capire , come mai in Italia e nel mondo capitalista i “benefici” sono distribuiti in modo così iniquo, e pur tuttavia , non solo il sistema non crolla ma si ripropone in continuazione peggiorando la situazione ?
La risposta dovrebbe essere : per cambiare a livello economico, sociale, politico, ambientale, , civile, culturale...bisogna cambiare nel profondo le Istituzioni, le forme di potere, i governi e ciò potrebbe avvenire solo se la classe degli sfruttati (classe operaia) si fa stato in termini Gramsciani... ma questo resta un sogno.
IL MOVIMETO AMBIENTALISTA :
Indubbiamente anche con le lotte che abbiamo sviluppato nei movimenti ecologisti siamo riusciti ad ottenere conquiste importanti, come la battaglia fatta contro il nucleare la privatizzazione dell’acqua pubblica , ma anche la carica d questi movimenti si è progressivamente persa... quasi esaurita , ma mano che i principi ed i valori venivano integrati nel linguaggio dei media o tradotti in modelli di business da parte di consistenti settori capitalisti, e con la ripubblicizzazione dell’acqua pubblica mai avvenuta.
Negli ultimi 50 anni la temperatura sulla terra è cresciuta ad una velocità maggiore a quella avvenuta ne 2.000 anni precedenti e l’aumento medio dei mari è cresciuto di 20 centimetri ad una velocità mai vista negli ultimi 3.000 anni .... ed anche durante i lockdown causati della pandemia con la riduzione globale del 7% di anidride carbonica, non ci sono stati effetti apprezzabili sulla temperatura della terra che è continuata a salire. Insomma siamo in presenza di un codice rosso per l’Umanità... che dovrebbe da subito convertire l’economia i senso ambientalista, basta con la cementificazione, occorre far sradicare tutti i combustibili fossili , carbone, nonché fare cessare la deforestazione del nostro Pianeta, provando a fermare il riscaldamento globale ad un più 1,5 gradi, altrimenti si avvierà il punto di non ritorno dove non sarà più possibile fermare l’aumento della temperatura mettendo in pericolo la vita stessa sul pianeta Terra.
Purtroppo i grandi movimenti ambientalisti che cercarono di legare le tematiche ambientali, quelle sociali e della pace , dopo il G8 di Genova del 2003 si sono progressivamente prosciugati, finendo per fare scioperi all’insegna di Greta Thunberg e i Fridays, divenuti rituali degli studenti che non intaccano il peggioramento del clima globale
 
 
 
I MOVIMENTI FEMMINISTI:
negli anni 70 del secolo scorso le lotte dei movimenti femministi , hanno offerto un formidabile contributo , all’analisi della composizione di classe, intrecciandola con quella della dell’oppressione d genere... dopo il movimento delle donne è cresciuto numericamente ed anche in termini organizzativi ed è stato il protagonista di grandi vittorie come quelle sul divorzio e soprattutto sull’aborto.
Ma occorre dire che le tesi di quegli anni 70 dove si sosteneva che la società capitalista non sarebbe potuta sopravvivere se si fossero minate le sue radici patriarcali , si è rilevata tutta priva di fondamento. Il capitalismo si è dimostrato capace di adattarsi tranquillamente ed a volte se ne è fatto diretto attivo promotore , cavalcando con profitto le opportunità offertegli dai processi d femminilizzazione del lavoro, integrando milioni di donne nei processi produttivi nati dalla mercificazione dele attività riproduttive e di cura sfruttandone le superiori attitudini , nonché nella riproposizione di costumi consumistici , senza tuttavia migliorare le condizioni economiche e normative della donne che continuano ad essere più flessibili, più precarie, meno pagate dei colleghi maschi. Oggi una minoranza di donne è stata cooptata da chi detiene il potere economico, a livelli superiori nelle gerarchie sia economiche che politiche, ma senza che contribuisca minimamente a cambiare le regole del sistema capitalista e della gestione del potere politico. In sostanza processi di emancipazione delle donne sono più formali che reali .
Insomma: nella prospettiva femminista il nocciolo degli sforzi non dovrebbe essere quello di appropriarsi di un sistema oppressivo, ma riappropriarsi del potere di cambiare ciò che sfrutta in modo particolare le donne , i ceti subordinati ,così come risorse ambientali, in maniera eccessiva producendo vecchie e nuove disuguaglianze sociali.
Sono soprattutto le donne che dovrebbero poter essere le massime protagoniste nella lotta per il cambiamento del sistema capitalista .
 
 
 

I MOVIMENTI PACIFISTI :
nel febbraio del 2003 120 milioni di persone si adunavano nelle piazze di tutto il Mondo per protestare e chiedere la cessazione della guerra in Iraq . Si tratto della più grande manifestazione politica della storia umana ed ho ancora la bandiera della pace che all’epoca avevo (come tanti) affisso al mio terrazzo. Si tratto della più grande manifestazione politica della storia umana che aveva indotto i “media” a parlare della nascita di un immenso partito della pace che avrebbe cambiato le sorti del Mondo. Ma cosa a cosa è servito è cosa rimasto di quel rande movimento ?
Non siamo riusciti a fermare la guerra in Iraq, non siamo riusciti a far proliferare i conflitti in molti altri Paes del Mondo, non siamo riusciti a frenare la corsa agli armamenti che invece è ripartita più forte di prima .
Oggi con la guerra per procura fatta fare dagli USA in Ucraina e ed il genocidio che sta commettendo Israele contro il popolo palestinese a seguito dell’azione terrorista di Hamas sul suolo Israeliano, sembra che ci sia una ripresa dei movimenti pacifisti in tutto il Mondo , ma nonostante che quasi tutti , soprattutto a sinistra, si dichiarino pacifisti , è molto improbabile cambiare una economia sempre più fondata sullo sviluppo delle armi e riuscire a far fare passi indietro a chi gestisce i conflitti imponendo la legge del più forte.
Nella nostra città di Lucca , abbiamo messo in piedi “Un Forum per l’Ambiente” che non si ferma al ripudio della guerra, ma cerca di legare il diritto alla pace a quello della giustizia sociale, a quello della tutela ambientale, a quello della sovranità ed indipendenza dei Paesi e dei Popoli, una operazione ciclopica che probabilmente resterà solo un sogno. Occorre rilevare come in Palestina si stia consumando una polizia etnica con spostamento di milioni di persone dalla striscia di Gaza e un genocidio. La gran cassa mediatica, mostra il sangue e la disperazione ma nasconde le verità fondamentali come quelle delle frazioni borghesi produttrici di armi che nella loro sete di profitto sostengono la logica della guerra continua. Bisognerebbe chiedere ai lavoratori arabi, israeliani, ucraini, russi, europei, americani, asiatici di unirsi e scioperare contro le barbarie delle classi dominanti ... ma anche questo resterà un sogno.
In questo contesto , occorre anche rilevare che progressivamente, negli ultimi decenni , tutti i pilastri “dell’edificio Italia democratico” sono crollati , con lo Stato Nazione che ha perso la sua sovranità ed oggi è in mano ad organismi transnazionali come la BCE , la Banca Mondiale, il Fondo monetario Internazionale, ecc... che sono organismi non legittimati democraticamente. Inoltre il mercato capitalista mondiale è sfuggito ad ogni controllo sociale e politico ed ha imposto lo smantellamento dello stato sociale e dell’economia regolata dallo stato, decretando di fatto la fine del compromesso sociale fondato sulla contrattazione tra le OO.SS. in rappresentanza dei lavoratori i governi e la Confindustria.
 
Dalle suddette considerazioni una domanda nasce spontanea: Oggi, siamo ancora in una società democratica fondata sullo stato di dritto ? No , non credo, viviamo in una società post democratica dove anche la rappresentanza politica è fondata sulla mediatizzazione, spettacolarizzazione e personalizzazione... con le classi subalterne che non vanno nemmeno più votare, dove anche le ultime competizioni elettorali sono apparse irrisorie o inutili, fino al punto che a Monza è stato eletto un parlamentare di Forza Italia con il 19% dei votanti di tutto il corpo elettorale, perché non credono più a nessun partito.

Allora in questa realtà, quali soggetti sociali e quali e quali partiti o istituzioni politiche oggi possono opporsi “al diritto del più forte” che si incarna nelle leggi capitaliste del mercato ?
Il compianto Rodotà sosteneva la necessità di costruire un nuovo movimento che avesse al suo centro “il diritto ad avere i diritti” . Ma è possibile oggi ricomporre una miriade di gruppi, di movimenti sociali locali e nazionali, di partiti che si collocano alla sinistra del PD, di schegge individuali Organizzazioni sindacali di classe... la sinistra radicale, per ricostruire un corpo collettivo, ridando identità collettiva di classe stabile?
Penso che sia possibile ricostruire una risposta politica, culturale, sociale, civile, solo attraverso la ricostruzione di un Soggetto di Classe, che riesca ad aggregare tutti i movimenti e le realtà sociali radicali esistenti, e diventi centrale nel contrastare l’attacco del Capitale, attraverso un progetto rivendicativo collettivo ridando alle classe subalterne un ruolo egemonico sviluppando forti movimenti di lotta articolati nelle fabbriche, nei territori, ed a livello generale, con anche sindacato che ritorna alle sue radici ed è in grado di mobilitare i lavoratori, i pensionati, le popolazioni . Non esistono scorciatoie !
 

Umberto Franchi

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